Archivio per ottobre 2009

30
Ott
09

Tutti al guinzaglio

Tutti al guinzaglio

 trichet

Per la seconda volta in pochi mesi mi ritrovo a scrivere a Report, la trasmissione della Gabanelli, e questa volta per il debito pubblico. Un’ora e mezza di trasmissione per parlare del nostro famigerato debito pubblico non le sono stati sufficienti per spiegarci, e quindi farci capire, chi in definitiva sia il creditore e come stiano effettivamente le cose. Si è capito che lo Stato spende troppo, che il debito c’è, che è cospicuo, ma non si è capito chi sia in fondo il creditore. E allo stesso modo non si è capito bene cosa abbia fatto a fine giugno Trichet, il presidente della Bce. Stando al servizio di Report sembrerebbe che si sia limitato a prestare alle banche centrali un’ingente somma a un tasso bassissimo, 1%, e che queste abbiano utilizzato questo prestito per prestarlo a loro volta ma a un tasso cinque volte più elevato. Sembrerebbe così ma questa è solo una parte della verità. A giugno, si sa, noi eravamo già distratti da Noemi, dalla Daddario e dalle avventure del nostro Presidente, e il direttore di Repubblica già meditava le sue dieci importanti domande. Il giorno stesso della morte della pop star Michael Jackson, Trichet faceva, è vero, sì questo regalo alle banche, come ha detto la Gabanelli nel servizio, ma ha omesso di dire che questo prestito ce lo pagheremo noi cittadini europei, disoccupati e lattanti compresi. Il presidente della Bce, per essere precisi, ha prestato alle banche 442 miliardi di euro, equivalente al 5% del prodotto interno lordo europeo che significano 1300 euro pro capite a ogni cittadino del vecchio continente, andando a caricare così il debito di ciascun paese membro. Draghi di norma quando si tratta di debito pubblico non fa passare occasione per criticare questo nostro Stato spendaccione ma, in questo caso, si è ben guardato dal muovere qualsiasi critica, così come la stampa che ha collocato ovviamente la notizia nelle pagine interne e dato risalto alla morte della pop star e alle avventure del nostro Presidente malgrado non avesse bavagli, ma non libera evidentemente dai guinzagli, e ha continuato a distrarci con storie che avrebbero fatto la gioia del Boccaccio. La Gabbanelli nella trasmissione di domenica 25 in linea col resto della stampa, in un servizio che avrebbe dovuto essere di approfondimento sul debito pubblico, si è ben guardata dall’approfondire e sul debito e su chi siano i creditori e, come abbiamo visto, sul regalo di Trichet alle banche. Ma questa doveva essere una trasmissione così, evidentemente a libertà di parola condizionata, e visto che non ha approfondito un bel niente non era forse meglio tacere del tutto e non farla affatto?

Pietro Atzeni

Annunci
28
Ott
09

Da questo colle di Monte Urpinu

Fenicotteri a Molentargiusc

Da questo colle di Monte Urpinu

 

No non è il mio vento questo

il maestrale spazza il cielo

lo rende azzurro

pulisce l’aria e la rende luminosa

il mare poi diventa cristallino

no

viene dal nord anch’esso

ma non è maestrale

da un’idea che va oltre

ma è illusione e inganno

quando poi ben guardi

offuscato è il cielo

 ammorbata l’aria

sporco il mare

no non è il mio vento di maestrale

è piuttosto vasca di salina di Molentargius

d’un rosa che incanta

da questo colle di monte Urpinu

splendida agli occhi

ma al palato ruba ogni sapore

come a vita l’inganno di questo vento

che maestrale non è

 

Pietro Atzeni

25
Ott
09

Chi tocca il signoraggio muore

Chi tocca il signoraggio muore

(Parte seconda)

Nel 1913, il Congresso degli Stati Uniti contravvenendo alla propria costituzione approva il Federal Reserve Act. Rinuncia così al diritto costituzionale di creare danaro e esercitare qualsiasi controllo sulla sua creazione a vantaggio della Federal Reserve Corporetion, ente privato controllato dai banchieri, e non solo americani, che agiscono in nome del proprio profitto economico. Questo accordo aprì la strada anche a una nuova tassa: l’IRS, e cioè gli interessi dovuti per il prestito a completo carico della collettività. Niente male per chi al solo costo della stampa prestava poi al valore nominale della carta moneta.

Ecco il grande colpo delle banche! Quello che fa gridare all’America la sua democrazia e ne è invece la tomba e che l’autorizza a imporla con la forza ovunque, che ha bisogno di governanti fantoccio ai quali riempire la bocca di soldi pur di perseguire i propri propositi. Ma John Fitzgerald Kennedy non era così. JFK era un grande uomo e un grande Presidente. Il 4 giugno del 1963 emise un decreto presidenziale praticamente sconosciuto, ma tuttora in vigore benché ignorato, l’ordine esecutivo 11110, che impediva alla Fed di prestare soldi a interesse al Governo degli Stati Uniti. Con quest’ordine il Tesoro degli Stati Uniti si riappropriava del proprio diritto dovere di emettere moneta e lo faceva in base alle giacenze d’argento di sua proprietà. Il che significava l’abolizione dell’IRS, la tassa sugli interessi, e susseguente sgravio per la popolazione ma significava anche il fallimento della Fed. Furono così messi in circolazione più di 4 miliardi di dollari in biglietti da 2 e 5. E venne avviata anche la stampa dei biglietti da 10 e 20 dollari che però non poterono mai circolare perché nel frattempo il Presidente venne assassinato a Dallas il 22 di novembre del 1963. A seguito della sua morte venne bloccata qualsiasi iniziativa relativa alla moneta di Stato. Anzi la carta moneta da lui emessa venne subito ritirata dalla circolazione. Il presidente Johnson  suo vice e successore evidentemente la pensava diversamente. Il 22 novembre del 1963 non solo è morto Kennedy ma con lui la speranza di un mondo migliore, perché le banche hanno diffuso via via il loro controllo sul pianeta e creato governi compiacenti ovunque. Hanno foraggiato guerre dove i loro interessi venivano e vengono contrastati in nome di una democrazia che sa solo di profitti e perdite. Gettato il mondo sul baratro di una nuova recessione pur di tenere alto il loro profitto. Quando l’umanità si sarà liberata delle banche centrali private sorgerà una nuova alba e solo allora il sole finalmente sorgerà per tutti.

 

Pietro Atzeni

 

 

21
Ott
09

Chi tocca il signoraggio muore

Chi tocca il signoraggio muore

Prima di proseguire è opportuno che faccia entrare in scena altre vicende che possono aiutarci a spiegare meglio e quindi capire il signoraggio che da sempre ha attori accomunati dalla capacità di muovere le proprie pedine dall’ombra di un anonimato che quasi può farli sembrare vittime calunniate. Vi voglio parlare di due grandi uomini segnati da un destino comune. Tutti conoscono John Fitzgerald Kennedy, di lui si sanno tante cose della vita pubblica e privata. Si sa che è stato un grande presidente. Si sa che il suo buon senso scongiurò, al pari del buon senso russi, una guerra atomica. Si sa che venne assassinato a Dallas nel 1963. La causa venne attribuita a un certo Lee Harvey Oswald ma che prima di poter parlare venne a sua volta ucciso. E comunque la causa venne abilmente e artatamente manipolata. Prima di parlare di Kennedy parlerò di un altro grande presidente degli Stati Uniti anche lui morto assassinato: Abramo Lincoln. Questo perché parlare dell’uno aiuterà a interpretare meglio le vicende che portarono all’assassinio dell’altro e nell’insieme la storia che ci interessa fino ai nostri giorni.
Abramo Lincoln fu Presidente durante la guerra civile americana quella scatenatasi tra nord e sud per la questione dello schiavismo. Per fare la guerra, e in questo caso era sacrosanta visto che era stato proprio lui a abolire lo schiavismo, Lincoln aveva bisogno di soldi, di molti soldi, per finanziare l’esercito nordista. Le possibilità per averli però non erano tante. Avrebbe potuto procurarli tassando i cittadini oppure prenderli in prestito dalle banche o ancora stamparli come governo degli Stati Uniti e spenderli. Lincoln optò per quest’ultima possibilità. Stampò i soldi che poté così spendere senza essere costretto a tassare i cittadini. Ma le banche, badate bene che non è uno scherzo questo ma è storia, volevano trarre profitto dalla guerra e chiesero al Presidente il danaro stampato e di consegnarlo a loro che avrebbero provveduto a pagare il costo della stampa e lo avrebbero poi dato al governo sotto forma di prestito logicamente con i dovuti interessi da scaricare sulla popolazione. Lincoln che era una persona onesta rispose no, ma pagò caro questo suo diniego. Alla fine della guerra durante una rappresentazione teatrale venne assassinato da un certo John Wilkes Booth ufficialmente un simpatizzante sudista sta di fatto che i banchieri poterono così raggiungere il loro scopo. L’assassino di Lincoln non poté mai spiegare il motivo del suo gesto perché dopo aver sparato al Presidente scappò ma venne raggiunto e ucciso in un granaio. Gli assassini dei presidenti non riescono mai a spiegare la follia del loro gesto perché la loro bocca viene chiusa prima che possano confessare e parlare del loro crimine.

Pietro Atzeni

18
Ott
09

Nuovo romanzo

Nuovo romanzo

Nell’ultimo periodo non ho avuto molto tempo a disposizione per curare la produzione del mio blog e i rapporti coi miei amici bloggers, ma un motivo c’è ed validissimo. Il motivo è che proprio il giorno del mio compleanno, finalmente, ho finito il nuovo romanzo che giaceva nel cassetto, in attesa delle giuste correzioni, sin dall’estate del 2005. Vi ho messo mano a più riprese in tutti questi anni e finalmente ha preso la forma definitiva. Il manoscritto è già partito per l’editore, ma chiunque abbia pubblicato più di un libro sa benissimo che in questa fase occorre lavorare sulla correzione delle bozze ed è appunto ciò che io ho fatto, ma avendo poco tempo libero a disposizione ho dovuto conciliare questa esigenza con le altre della mia vita. Perciò scusatemi se da un po’ latito dal vostro blog ma purtroppo il tempo a disposizione è quello che è ma passato questa fase tutto ritornerà come prima. Su you tube già girano due filmati sul nuovo romanzo che purtroppo Splinder non accetta, chi avesse delle curiosità a riguardo segua i seguenti filmati.

Per quanto riguarda il contenuto del romanzo sappiate che è un giallo, ma un giallo particolare, così come “Il mistero delle 99 tavolette ‘d’argilla rossa”, della cui vicenda, pur essendo una storia a sé, è l’evoluzione. Ma di questo e di tante altre cose non mancherà l’occasione di parlarne in seguito. Un caro saluto a tutti. Pietro.

14
Ott
09

Come ogni notte

 

Sotto lo sguardo della luna

Sotto lo sguardo della luna

Come ogni notte

 

Verrai stanotte come ogni notte

E in questa stanza entrerà il cielo

con l’incanto delle sue mille luci

io sarò trepidante ad attenderti

sarai vestita di sole ombre

col chiarore della luna

che disegnerà sulla tua nuda pelle

vestiti solo per me

ti muoverai sinuosa

io ti osserverò incantato

come un bambino

davanti a un prodigio

così come ogni notte

chiuderò gli occhi colmo di te il cuore

ed al risveglio nella terra della mia anima

germinerà un fiore

uno sguardo al cielo azzurro oltre la finestra

non sarà fecondo di gioia

come il pensiero fremente di te

ad occhi chiusi

 

Pietro Atzeni

08
Ott
09

Se qualba all’orizzonte che appena schiarisce il cielo

Se quest’alba

all’orizzonte

che appena schiarisce il cielo

 

alba

alba

 

Se quest’alba

all’orizzonte

che appena schiarisce il cielo

fosse l’accenno di un tuo sorriso

sarebbe sole alto

mezzogiorno

la risposta nelle mie labbra

se fosse

ma è un sorgere del giorno

questo

che non illumina

non dà calore

se quest’alba

all’orizzonte

che appena schiarisce il cielo

fosse l’accenno di un tuo sorriso

non starei chiuso

reclinato su me stesso

come fiore

in attesa del proprio sole.

 

 

Pietro Atzeni