21
Ott
09

Chi tocca il signoraggio muore

Chi tocca il signoraggio muore

Prima di proseguire è opportuno che faccia entrare in scena altre vicende che possono aiutarci a spiegare meglio e quindi capire il signoraggio che da sempre ha attori accomunati dalla capacità di muovere le proprie pedine dall’ombra di un anonimato che quasi può farli sembrare vittime calunniate. Vi voglio parlare di due grandi uomini segnati da un destino comune. Tutti conoscono John Fitzgerald Kennedy, di lui si sanno tante cose della vita pubblica e privata. Si sa che è stato un grande presidente. Si sa che il suo buon senso scongiurò, al pari del buon senso russi, una guerra atomica. Si sa che venne assassinato a Dallas nel 1963. La causa venne attribuita a un certo Lee Harvey Oswald ma che prima di poter parlare venne a sua volta ucciso. E comunque la causa venne abilmente e artatamente manipolata. Prima di parlare di Kennedy parlerò di un altro grande presidente degli Stati Uniti anche lui morto assassinato: Abramo Lincoln. Questo perché parlare dell’uno aiuterà a interpretare meglio le vicende che portarono all’assassinio dell’altro e nell’insieme la storia che ci interessa fino ai nostri giorni.
Abramo Lincoln fu Presidente durante la guerra civile americana quella scatenatasi tra nord e sud per la questione dello schiavismo. Per fare la guerra, e in questo caso era sacrosanta visto che era stato proprio lui a abolire lo schiavismo, Lincoln aveva bisogno di soldi, di molti soldi, per finanziare l’esercito nordista. Le possibilità per averli però non erano tante. Avrebbe potuto procurarli tassando i cittadini oppure prenderli in prestito dalle banche o ancora stamparli come governo degli Stati Uniti e spenderli. Lincoln optò per quest’ultima possibilità. Stampò i soldi che poté così spendere senza essere costretto a tassare i cittadini. Ma le banche, badate bene che non è uno scherzo questo ma è storia, volevano trarre profitto dalla guerra e chiesero al Presidente il danaro stampato e di consegnarlo a loro che avrebbero provveduto a pagare il costo della stampa e lo avrebbero poi dato al governo sotto forma di prestito logicamente con i dovuti interessi da scaricare sulla popolazione. Lincoln che era una persona onesta rispose no, ma pagò caro questo suo diniego. Alla fine della guerra durante una rappresentazione teatrale venne assassinato da un certo John Wilkes Booth ufficialmente un simpatizzante sudista sta di fatto che i banchieri poterono così raggiungere il loro scopo. L’assassino di Lincoln non poté mai spiegare il motivo del suo gesto perché dopo aver sparato al Presidente scappò ma venne raggiunto e ucciso in un granaio. Gli assassini dei presidenti non riescono mai a spiegare la follia del loro gesto perché la loro bocca viene chiusa prima che possano confessare e parlare del loro crimine.

Pietro Atzeni

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3 Responses to “Chi tocca il signoraggio muore”


    • ottobre 22, 2009 alle 4:33 pm

      A domanda secca risposta secca: le banche centrali, ovviamente con l’ausilio delle banche commerciali. Quando avrò pubblicato i vari articoli si capirà meglio il tutto. Se il signaraggio bancario è una bufala come mai non è una bufala il nostro debito pubblico? Come mai il debito è con le banche?

  1. 3 walter
    ottobre 22, 2009 alle 8:30 pm

    “..il mondo si divide in tre categorie di persone: un piccolissimo numero
    che fa produrre gli avvenimenti; un gruppo un po’ più importante che
    veglia alla loro esecuzione e assiste al loro compimento, e infine una vasta
    maggioranza che giammai saprà ciò che in realtà accade”.

    Nicholas Murray Butler
    (rettore della Columbia University)

    Proviamo a ragionare usando le nostre capacità, senza condizionamenti di complotti vari ne con riferimenti a nazismi e fascismi non più esistenti da molti decenni.
    Fra i vari nomi citati e sminuiti ,che si sono occupati del “sistema monetario” ho notato quelli di Esra Pound e Giacinto Auriti, di Pound vi invito a riflettere su questa
    frase riportata in un suo scritto:
    “…Dire che uno stato non può perseguire i suoi scopi per mancanza di denaro è come dire che un ingegnere non può costruire strade per mancanza di chilometri…”

    E’ assurdo che uno Stato abbia abdicato alla funzione di “ battere moneta”per lasciarla nelle mani di banchieri privati…..

    Per quanto riguarda G.Auriti non è un “fanfarone qualsiasi” ma era (non è più in vita) docente all’Università degli studi “G. D’Annunzio” Facoltà di Giurisprudenza – Teramo -.
    Per chi volesse vagliarne le “capacità” senza intermediari, vi invito a leggere un suo libro, e precisamente – L’ordinamento internazionale del sistema monetario –
    Marino Solfanelli Editore, la pubblicazione è stata fatta come parte del programma di ricerca sulla riforma del sistema monetario internazionale finanziato dal Ministero
    Della Pubblica Istruzione.
    Un “ problema” riguardante il sistema monetario attuale esiste, è inutile negarlo, non ci sarebbero altrimenti povertà e disuguaglianze sociali sempre più marcate.
    Se l’emissione monetaria e il suo controllo (compreso il controllo delle attività bancarie) appartenesse allo Stato non si potrebbe parlare di debito pubblico,
    con chi mai si indebiterebbe uno Stato “Sovrano” se fosse veramente tale?
    non può esserci un debitore senza il creditore, se tutti Noi siamo “indebitati” perché non ci viene mai detto con chi lo siamo?

    Alcune frasi che aiutano a comprendere…….

    “ ….il potere di emissione deve essere tolto alle banche e restituito al popolo, al quale esso appartiene propriamente.”
    -Thomas Jefferson
    “il sistema bancario moderno fabbrica denaro dal nulla.”
    -Sir Josiah Stamp (presidente della Banca d’Inghilterra)
    “Datemi il controllo della moneta di una Nazione e non mi preoccuperò di chi farà le sue leggi”
    -Mayer Amschel Rothschild

    -On Di Pietro sul signoraggio bancario (ascoltare attentamente……)
    Chi veramente lo vuole può trovare tanto “materiale” attinente al tema trattato nonché continuare a seguire i post di Pietro Atzeni.
    Nulla impedisce a chi veramente lo vuole la comprensione di questo tema.
    Saluti
    Walter


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