19
Nov
09

Viva Eva Kopacz

Viva Eva Kopacz

E’ di quelle notizie che ti strappano un moto di gioia perché, dopo tanto attendere, non può che far piacere che anche persone autorevoli la pensino come te. Il Ministro della Salute polacco, la signora Eva Kopacz, sarà forse per la morte di nove persone in Germania a seguito del vaccino, sarà che le case farmaceutiche godono di una impunità per le conseguenze, ha rotto il muro di omertà, che sembrava proteggere il vaccino H1N1. Infatti in una seduta pubblica in Parlamento a Varsavia ha detto non solo di non fidarsi dei vaccini e ha accusato i colleghi occidentali di fare gli interessi delle multinazionali produttrici del farmaco. Ma perché il Ministro non si fida? Non si fida perché malgrado i vaccini siano di tre tipi, con caratteristiche leggermente diverse l’uno dall’altro, vengono trattati tutti allo stesso modo e venduti e distribuiti come privi totalmente di qualsiasi controindicazione. “Non esiste un solo effetto collaterale: hanno inventato insomma il farmaco perfetto”, dice il Ministro, “ma visto che il farmaco è così prodigioso, come mai le case produttrici non vogliono introdurlo nel mercato libero e assumersene la completa responsabilità?”. Il Ministro avanza poi dei dubbi tanto sull’efficacia quanto sulle controindicazioni e si chiede come mai “la nuova influenza sia stata promossa a pandemia quando ogni anno muoiono al mondo un milione di persone per l’influenza stagionale”. E poi continua a rincarare la dose e aggiunge: “a quelli che mi fanno pressione per acquistare il vaccino chiedo come mai non avete gridato e sbraitato l’anno scorso, due anni fa e poi ancora nel 2003 quando abbiamo avuto 1 milione e 200mila polacchi a letto con l’influenza stagionale?”. Per tutto questo almeno per il momento il governo polacco non ha nessuna intenzione di acquistare i vaccini. Conclude il Ministro, e qui veramente bisognerebbe ricoprirla di applausi, “lo Stato polacco è molto saggio, i polacchi sanno distinguere la verità dalle balle con molta precisione. E sono in grado di distinguere una situazione oggettiva da una truffa”. Ora dopo un’accusa del genere, ignorata peraltro dalle tv nazionali, delle due è l’una: o il Ministro ha calunniato le multinazionali oppure, come credo, ha detto la verità; nel primo caso spetterebbe alle tre case farmaceutiche citarla per diffamazione, nell’altro c’è da chiedersi come possono, nella congiuntura in cui ci troviamo, gli Stati sperperare danaro pubblico in questa maniera.  E così come il governo polacco anche quello finlandese… E l’Italia?

Pietro Atzeni

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