05
Nov
10

Hatha yoga

Hatha yoga

(breve storia)

 

Cercherò di essere sintetico per scongiurare il rischio di annoiarvi, cosa possibile se mi lasciassi andare a esporre i vari yoga, per questo eventualmente ci sarà tempo, e se proprio mi darete in futuro l’idea che ormai siete pronti questo è un discorso che comunque si può sempre riprendere.

In questa serie di post perciò parlerò dell’hatha yoga che è alla base di tutti gli yoga e alla base, o ha ispirato,  di tutte le pratiche religiose o discipline varie che comprendono la meditazione in oriente, dallo zen al buddismo dal kung fu fino all’ago puntura. Abbiamo visto le suggestive origini dello yoga, ora dalla leggenda passiamo alla storia. Benché ci sia un vuoto di qualche migliaio di anni, gli yogi erano dei liberi pensatori che tramandavano oralmente ai loro allievi le loro conoscenze, i documenti sono pur sempre molto antichi. I primi scritti sullo yoga sono le upanisad che risalgono all’800 a.c. vero gioiello di saggezza. E’ stato il libro che ha fatto conoscere lo yoga in occidente e ha influenzato filosofi come Hegel e ha fatto dire a Schoppenhauer “noi filosofi occidentali rispetto ai rishi (saggi) orientali siamo ancora all’asilo”. Ma lo yoga in linea di massima così come lo conosciamo noi, pur con le aggiunte dei vari maestri che nel tempo lo hanno arricchito ma non modificato affatto la struttura, lo dobbiamo a Patanjali, grande yogi  che visse trecento anni prima di Cristo che per primo lo codificò. E’ grazie a questo suo trattato gli Yoga sutra, che significa aforismi sullo yoga, che noi possiamo avere un’idea delle pratiche yògiche dell’epoca ed è l’opera più conosciuta in occidente. Quest’opera diventa comprensibile grazie ai numerosissimi commenti, in quanto è opera riservata a pochi iniziati e molto concisa, una sorta di traccia a volte che viene compresa solo da praticanti esperti e da qui l’importanza dei commenti. Consta di otto parti che dettano le regole per arrivare all’illuminazione. Vediamole assieme. Sono: yama, precetti morali e regole di vita; niyama, repressione delle passioni per favorire l’applicazione di questi precetti; asana, assunzione di certe posizioni per mantenere il corpo in buona salute; pranayama, controllo della respirazione per arrivare alla padronanza del nostro sistema nervoso. Fermiamoci un attimo qui. Queste quattro parti sono quelle che costituiscono l’hatha yoga e  verso le quali avremo un occhio di riguardo, ma faremo anche un’escursione salutare ed entusiasmante nel raja yoga cioè nello yoga reale vedendo assieme degli esercizi di poco impegno ma di grandi risultati per il nostro benessere. Vediamo queste quattro parti dello raja yoga. Sono: pratyahara, controllo della coscienza al fine di distendere ogni muscolo ed organo; dharana, concentrazione; dyana, meditazione; samadhi, stato di super coscienza. Un’ultima considerazione le prime quattro parti hanno lo scopo diciamo di purificare il corpo e la mente e come abbiamo detto costituiscono l’hatha yoga e servono di preparazione al raja yoga. La quarta parte il pranayama ovvero la respirazione rappresenta il punto cardine di raccordo fra i due sistemi. Lo yoga è un potente distruttore di tutti quei disturbi di origine psicosomatica, dall’ansia alla colite, così diffusi in questa nostra epoca frenetica, bastano pochi minuti al giorno e pochi mesi di pratica per cambiare radicalmente la nostra vita. Il guru potrà darvi la corda e il secchio ma l’acqua dal pozzo la dovrete tirare su voi.

 

Pietro Atzeni

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