09
Gen
11

Chiara Vigo, il bisso e la noncuranza

Chiara Vigo, il bisso e la noncuranza

 

Non conosco di persona Chiara Vigo la conosco per la sua storia, e conosco la sua storia perché di lei mi hanno parlato l’amico, ormai mio consulente ufficiale, Walter Melis e l’amica Carla Sannia. La sua vicenda umana è legata indissolubilmente al bisso tessuto pregiato ricavato dai filamenti che secerne la Pinna Nobilis, mollusco che vive ancora in alcune zone costiere nei fondali ricchi di posidonia del mare di Sant’Antioco. Dichiarato animale in via di estinzione nel 1992 ora è nuovamente a rischio. Infatti il gasdotto che dovrebbe trasportare il metano dall’Algeria in Sardegna, usata come ponte per la penisola, e risolvere una volta per tutte i problemi energetici dell’Italia, è previsto che passi indovinate dove? Ma è ovvio nella zona più ricca di posidonia e Pinna Nobilis con tracimazione, per effetto dell’enorme peso dei tubi, di masse enormi di fango dai fondali, e conseguente inquinamento della pianta acquatica e addio all’habitat del mollusco, al suo filamento e al bisso. Storia travagliata questa del bisso e di Chiara Vigo che dalla bellezza di trenta anni che chiede alle autorità competenti leggi adeguate a tutelare il mollusco, il suo habitat e lei, unica depositaria al mondo di questa arte antica che si perde nella dei tempi. In altri paesi se la sarebbero coccolata com’è giusto che sia, visto che nelle sue mani ha una sorta di museo che va addirittura oltre la storia. Pensate che Mosè cita il bisso nel pentateuco. Sì, da qualsiasi parte l’avrebbero tenuta sul palmo della mano ma non in Italia. E’ da trenta anni che attende di essere supportata in questa sua missione, è trenta anni che attende i telai per poter aprire una scuola per poter trasferire la sua arte ad altri, ma si sa la politica è insensibile alla cultura soprattutto quando la cultura non crea clientele, perché altrimenti nel grande immondezzaio che oggi viene spacciato come evento culturale c’è sempre uno sponsor istituzionale pronto a investire soldi pubblici in progetti a volte addirittura vergognosi. Come abbiamo visto vedere i problemi relativi a quest’arte sono molteplici e di varia natura. Sono convinto che per quanto riguarda l’habitat, almeno per quanto riguarda il gasdotto, alla fine prevarrà il buon senso, come sono altresì convinto che sia stato tutto programmato scientificamente in anticipo. Penso che la società sapesse, deve per forza aver fatto delle indagini di impatto ambientale, che attorno al suo progetto ci sarebbe stata una reazione forte e una mobilitazione da parte delle autorità locali che sconsigliano con vigore il passaggio dei tubi del gasdotto come nel progetto attuale. A voi trarre le conclusioni. Per chi volesse approfondire la conoscenza di Chiara Vigo e del bisso consiglio questo link

shardanapohttp://polidelmare.forumcommunity.net/?t=15500099

Pietro Atzeni

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