07
Mag
11

Pastori incazzati a “Annozero”

Pastori incazzati in Sardegna

Giovedì 5 maggio nella trasmissione di “Annozero” di Santoro, è stato messo in vetrina il disagio della provincia di Carbonia, nel quale si saranno riconosciuti tanti altri italiani, che detiene un poco invidiabile record, è infatti la provincia più povera d’Italia! In pochi anni da area strategica e industriale più importante della Sardegna è piombata nella crisi più nera. Migliaia i posti di lavoro persi nel settore industriale in questi pochi anni e numerose le aziende praticamente scomparse, o lì per lì, Alcoa, Carbosulcis, Euroalluminia, Rockwool etc.

http://youtu.be/lq80E6oeN-Y

Ma la crisi non ha risparmiato nessuno anche i pastori che lamentano lo sciacallaggio delle banche sul settore, appoggiate in passato da scelte politiche compiacenti, pronte a ghermire le loro aziende in difficoltà. Tante quelle fallite per non aver potuto pagare i debiti contratti per la ristrutturazione imposta dalla legge, a garanzia si pretende dell’igiene e quindi del consumatore, ma a vantaggio evidentemente degli speculatori del settore che trovano più redditizio importare latte, derivati e pecore dall’estero, libere da qualsiasi costoso analogo vincolo e controllo, dove il costo del lavoro e della produzione è decisamente più basso e spesso importati abusivamente.

http://youtu.be/XdabwcISw3E

Alla protesta erano presenti anche i commercianti che in un quadro così nero e desolante evidentemente hanno ben poco da sperare di poter commerciare. Il messaggio da Carbonia a Bitti è chiaro e univoco,la Sardegnaè vicina all’Africa e il vento del Maghreb è arrivato fin qui ed è contagioso, perciò o si cambia rotta altrimenti basteranno i forconi a liberare l’isola da una classe politica incapace a risolvere i problemi che la stessa politica ha creato.

Ps: sarebbe ingiusto attribuire al governo Berlusconi le colpe per quanto sta accadendo anche se nulla ha fatto per porvi rimedio: poteva fare qualcosa? Comunque sia, non è il governo in carica che ha deciso le quote latte, non è il governo in carica che ha scelto le politiche atte a strozzare economicamente i pastori per favorire le multinazionali del settore, non è il governo in carica che ha concepito questa aberrazione dell’economia che si chiama globalizzazione, non è il governo in carica che a tavolino ha deciso quali apparati industriali dovessero rimanere in piedi e dove, non è questo governo insomma che ha stabilito tutto questo, ma questo è il governo in carica e dovrà portare le istanze di questi e di tanti altri lavoratori a Bruxelles, fare la voce grossa e difendere le loro ragioni.

Pietro Atzeni

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