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Mag
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Calendario “Matì-La Fantastitorre”

Matì -La Fantastistorre

Finalmente disponibile il calendario della 4° edizione di “Matì La-Fantastistorre” la manifestazione culturale viareggina che si svolge all’interno della splendida cornice della Torre Matilde a Viareggio che quest’anno presenta, come potete vedere dalla locandina che segue, una importante novità e cioè la partecipazione del sottoscritto! Infatti, sabato 4 giugno a partire dalle ore 18,00 presenterò il mio romanzo “Le verità di fango. Enigma rosso”. Perciò, cari amici, ritenetevi tutti invitati. Segue la locandina con il programma dell’intera manifestazione e la bella recensione del romanzo a firma di Marina Piga.

 

Matì – La Fantastitorre

 
 
 
Ora
lunedì 30 maggio alle ore 21.00 – 31 maggio alle ore 0.00

Luogo
Viareggio Torre Matilde

 

Creato da

Maggiori informazioni
Quarta edizione della bellissima settimana culturale all’interno della suggestiva Torre Matilde, con la preziosa collaborazione di “Vamos” e “Osvaldho Baires”.
Questo il programma:
30 maggio allestimento mostra fotografica permanente e allestimento mostra pittorica di Paola Benedetti
Ore 21 inaugurazione mostre e apertura manifestazione.
31 maggio apertura mostra fino alle ore 19
1° giugno ore 21 presentazione libro “Polvere di stelle” di Katia Pellegrinetti
2 giugno ore 21 presentazione libro “12” di Alessandro Pasquinucci
3 giugno ore 21 presentazione libro “Stanza n. 5” di Claudia Larini
4 giugno ore 18 presentazione libro “Le verità di Fango” di Pietro Atzeni
ore 21 presentazione libro “Cronaca di due curve” di Daniele Cammilli
5 giugno ore 21 serata presentazione libro “Hot!” di Francesco Picchi
Chiusura manifestazione.

Le verità di fango. Enigma rosso

Questo nuovo romanzo di Atzeni ricorda in un qualche modo quelle chiese antiche che nei secoli hanno avuto diversi rimaneggiamenti e che devono il loro fascino e bellezza proprio alla loro unicità di armoniosa fusione di stili diversi. Ecco “Le verità di fango. Enigma rosso” è un po’ come quelle chiese, infatti è thriller , è noir, è saggio allo stesso tempo, generi che si fondono senza disturbarsi, anzi, in un’unica storia figlia, sì, di diversi modelli ma che si nutrono vicendevolmente e che ti prende lasciandoti col fiato in sospeso dalla prima all’ultima pagina. Ambientato in una Cagliari lontana ombra della solare “città del sole” di Alziator, la stessa città sembra respirare lo stesso clima cupo, opprimente e carico di tensione che i protagonisti respirano, con essi vive in osmosi e sembra osservare impotente lo sfacelo sociale che si consuma davanti ai propri occhi, come a quelli dei protagonisti. Acquista un’anima Cagliari quindi nelle pagine di Pietro Atzeni, un’anima che la rende compartecipe delle umane vicende. Ed è l’anima di Salvatore Spanu, di Luigi, di Paolo impegnati in una lotta senza tregua a contrastare gli effetti nefasti di una politica figlia del delirio di onnipotenza di pochi, che si adombra dietro ideali di libertà e Democrazia utilizzati però come grimaldello per scardinare lo Status quo e sostituirsi ad esso. Ma questa politica che vuole ridurre al minimo il potere dello Stato, che predica le privatizzazioni è come una valanga che mette in movimento inarrestabili interessi, voraci e rapaci, locali e globali e, pur di soddisfarli, non c’è crimine che non si possa commettere. E così sfilano davanti ai nostri occhi personaggi come Villa il direttore dell’ias che, a seguito della privatizzazione del suo ente, prima scompare con alcuni milioni di euro e poi viene poi ritrovato cadavere, raggirato dalla bella vedova Uccheddu . Avventurieri come il misterioso Bacalov, un estone che si dice ispirato e consigliato da Rasputin, venuto in Sardegna a concludere buoni affari con agenti segreti russi che gli stanno alle calcagna. E poi i politici sempre pronti a ghermire l’affare, che spesso loro stessi creano, per le lobbies che rappresentano e li sostengono. Tanti altri sono i personaggi del romanzo, ma tutti legati, per un motivo o per un altro, a un unico filo conduttore e cioè la nuova economia, che viene indagata, studiata e mostrata al lettore in maniera chiara e semplice ed è in fondo il motore del romanzo attorno al quale tutti ruotano, volenti o no. Un capitolo a parte meriterebbe la interessante teoria economica all’interno del romanzo, che vediamo nascere e crescere con gli occhi di Salvatore grazie al suggerimento dal carcere di Francesco Atzori, il politico corrotto ormai redento, che dimostra come in fondo chi ha concepito la globalizzazione lo ha fatto col solo fine di mangiarsi gli stati e dominarli. Bellissimo il confronto indiretto fra le due scuole di pensiero al Consiglio regionale fra Angelo Deidda e Salvatore Spanu e cioè fra chi, come il primo, sostiene la vendita dei beni pubblici, e il secondo, forte della sua teoria economica, contrario, che dimostra, tra gli applausi, come lo stato di necessità invocato sia creato ad arte. Da una apparente storia di fantasia, scaturita dal provvidenziale tentato furto delle tavolette d’argilla a casa di professor Olla, viene fuori quindi un quadro dei nostri giorni fedele e impietoso e il messaggio profondo che questo mondo è così perché noi lo abbiamo voluto. Alla coscienza di ciascuno di noi la scelta se sia arrivato il momento di scrivere, magari in altre tavolette, una storia diversa.

Marina Piga

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