23
Ago
11

La Sardegna di Tex

La Sardegna di Tex
La mia prima lettura è stata che io ricordi “La principessa sul pisello” di Andersen; poi ricordo di aver letto “Pollicino”, “La piccola fiammiferaia” etc, fino a “Pinocchio”. Crescendo logicamente le mie letture si adeguarono all’età e ricordo che il primo libro importante che lessi fu un romanzo giallo di Hitchcok. Ma nel frattempo tra le due fasi avevo fatto la conoscenza dei fumetti, Akim, Black Macigno, Capitan Miki, etc e Tex Willer. Ricordo che allora venivano visti come un sotto prodotto culturale ma io non ho mai condiviso questa opinione, anzi. Erano un ottimo approccio alla lettura anche se abbinata alle immagini e comunque aiutavano a crescere sulla base di buoni principi. Amore per la libertà, per la giustizia, solidarietà, difesa dei più deboli erano alla base delle avventure che venivano narrate in queste storie, come le favole, sempre a lieto fine. Ma il nichilismo incombeva, era nell’aria, latente, pronto a insinuarsi se non irrompere anche in forme prepotenti. Nei fumetti, per rimanere in tema, si presentò con Diabolik e Kriminal, grandi menti criminali che assurgevano al ruolo di eroi popolari contribuendo a far uscire di scena Akim, Black Macigno, Capitan Miki e il lieto fine. Il nichilismo si è insinuato lentamente nella società conquistando via via la scena fino a diventarne l’indiscusso protagonista e così alle storie a lieto fine delle favole i genitori hanno incominciato a raccontare ai propri figli le cose come stanno che poi è, in fondo, come le vogliamo e il lieto fine è finito in cantina stranamente tanto nelle storie quanto nella vita, almeno per la massa. Quello che vediamo oggi altro non è che il risultato evoluto di quelle scelte di allora. Il filmato che segue vuole essere un omaggio a Tex, e a tutti quei personaggi che in un qualche modo hanno contribuito a formare più di una generazione di italiani. La loro uscita di scena purtroppo non fu senza conseguenze, infatti a breve avrebbe trascinato con sé anche i principi che questi personaggi incarnavano, o la morale alla base delle loro storie, lasciando libera strada alla costruzione di questa società, al di là delle dichiarazioni ufficiali, cinica e priva di valori fuorché il danaro e il successo.

Tex Willer fu frutto del fortunato sodalizio tra Giovanni Luigi Bonelli, il soggettista considerato il Patriarca del fumetto italiano e Aurelio Galleppini, in arte Galup, grafico e disegnatore, nato a Casal di Pari (Grosseto) da genitori sardi, che trascorse buona parte della sua giovinezza in Sardegna. Ecco perché i suoi disegni richiamano spesso l’isola. Il filmato che segue è girato nella parte occidentale della Sardegna, nella così detta Costa Verde, e mi pare che a questi ambienti Gallup spesso si sia ispirato nel disegnare le storie di Tex.

Pietro Atzeni

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