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I MONTONI, I CASTRATI E IL BECCAIO (OVVERO BREVE STORIA DI UNA POLITICA DA MACELLO)

I MONTONI, I CASTRATI E IL BECCAIO (OVVERO BREVE STORIA DI UNA POLITICA DA MACELLO)

Negli ultimi 20 anni, e poco più, la politica, o almeno l’uso che ne hanno fatto le presunte nazioni civili, ha avuto una inversione di corsa, infatti anziché proseguire per la strada tracciata dal passato ispirata a principi di equità sociale, ha scelto la via di un ritorno alle origini e progressivamente perciò la classe dei lavoratori ha perso molte di quelle tutele e quelle garanzie che nel tempo aveva conquistato. Sembra  quasi, per buona parte della popolazione, di essere tornati indietro di due secoli e più, nell’Inghilterra del XVIII secolo. E precisamente ci fa venire a mente la “legge sui poveri”, con la quale i padroni si dimostravano  opportunamente, e opportunisticamente, caritatevoli stabilendo salari minimi che garantissero la sussistenza dei lavoratori affinché non mancasse loro l’energia necessaria per poter ottemperare ai compiti assegnati e contemporaneamente la loro miseria e disperazione non fosse tale da sfociare in rivoluzione. Tutto questo è documentato dalla storia. La favola che segue “I montoni, i castrati e il beccaio”, tradotta da Vincenzo Spezioli (Edipem 1974 Novara), ben racconta con una metafora la nostra recente storia.

I castrati erano tutti in branco coi montoni. Entrò il beccaio, e finsero di non vederlo. L’uomo ne afferrò uno, lo trasse fuori e lo sgozzò. Gli altri vedevano e dicevano tra loro: “A me, non mi tocca: a te, non ti tocca: e lasciamo che acchiappi chi vuole!…” . Così ne restò, alla fine, uno solo. Diceva: “Come siamo stati pazzi! Quando eravamo tutti insieme potevamo fracassarti a testate… Ora invece!…”. E naturalmente fu sgozzato anche lui. Già: se anche tra gli uomini i montoni e i castrati non fossero tanti, dove mai sarebbero i beccai?

Oggi siamo al dunque, ognuno di noi è chiamato a scegliere se essere montoni, castrati oppure altro. Non è più tempo di giocare, l’uso che la classe politica ha fatto del proprio potere è stato devastante, e i singoli mugugni non evitano la macellazione.

Pietro Atzeni

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2 Responses to “I MONTONI, I CASTRATI E IL BECCAIO (OVVERO BREVE STORIA DI UNA POLITICA DA MACELLO)”


  1. marzo 26, 2012 alle 8:30 am

    Ciao carissimo Pietro sei un gran saggio. Speriamo che qualcosa accade, altrimenti er peggio deve ancora arriva’. Un caro saluto serena giornata

  2. 2 49mimosa
    marzo 28, 2012 alle 8:41 am

    Vorrei essere un montone.!! Ogni giorno che ascolto tutto il vociferare in tv dei soliti “beccai” che si stanno organizzando come mettere le mani nelle nostre già esigue tasche, mi viene una rabbia repressa che poi mi fa male alla salute. Allora devo spegnere la tv…altrimenti rischio un infarto.
    Un abbraccio


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