Posts Tagged ‘attualità

11
Apr
12

NIENTE DI NUOVO SOTTO IL SOLE

NIENTE DI NUOVO SOTTO IL SOLE

“Il lusso e la troppa raffinatezza sono, negli Stati, presagio sicuro della loro decadenza, perchè così gli individui si affezionano ai propri interessi e trascurano il bene pubblico”. Mi sarebbe piaciuto scriverla io, visto che è di straordinaria attualità, ma purtroppo sono stato preceduto: La Rochefoucauld mi ha privato di questo piacere. Non vi ricorda qualcosa?

Sempre a proposito di La Rochefoucauld mi piace riproporre  una sua massima riveduta e corretta che ben si attaglia alla triste classe politica di questi ultimi quindici anni: “Si può dire della politica”, il grande uomo in effetti lo diceva dell’amore, “quello che si dice dei fantasmi e cioè che tutti ne parlano ma nessuno la vede”.

E infine una valutazione di merito: “la politica fa degli uomini ciò che le banche fanno della moneta: danno loro il valore che vogliono, e noi siamo costretti ad accettarli secondo il loro corso, e non secondo il loro vero valore”. In effetti il grande memorialista lo dice dei sovrani, ma visto il comportamento della nostra classe politica non mi pare vi sia nessuna differenza!

Pietro Atzeni

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25
Mar
12

I MONTONI, I CASTRATI E IL BECCAIO (OVVERO BREVE STORIA DI UNA POLITICA DA MACELLO)

I MONTONI, I CASTRATI E IL BECCAIO (OVVERO BREVE STORIA DI UNA POLITICA DA MACELLO)

Negli ultimi 20 anni, e poco più, la politica, o almeno l’uso che ne hanno fatto le presunte nazioni civili, ha avuto una inversione di corsa, infatti anziché proseguire per la strada tracciata dal passato ispirata a principi di equità sociale, ha scelto la via di un ritorno alle origini e progressivamente perciò la classe dei lavoratori ha perso molte di quelle tutele e quelle garanzie che nel tempo aveva conquistato. Sembra  quasi, per buona parte della popolazione, di essere tornati indietro di due secoli e più, nell’Inghilterra del XVIII secolo. E precisamente ci fa venire a mente la “legge sui poveri”, con la quale i padroni si dimostravano  opportunamente, e opportunisticamente, caritatevoli stabilendo salari minimi che garantissero la sussistenza dei lavoratori affinché non mancasse loro l’energia necessaria per poter ottemperare ai compiti assegnati e contemporaneamente la loro miseria e disperazione non fosse tale da sfociare in rivoluzione. Tutto questo è documentato dalla storia. La favola che segue “I montoni, i castrati e il beccaio”, tradotta da Vincenzo Spezioli (Edipem 1974 Novara), ben racconta con una metafora la nostra recente storia.

I castrati erano tutti in branco coi montoni. Entrò il beccaio, e finsero di non vederlo. L’uomo ne afferrò uno, lo trasse fuori e lo sgozzò. Gli altri vedevano e dicevano tra loro: “A me, non mi tocca: a te, non ti tocca: e lasciamo che acchiappi chi vuole!…” . Così ne restò, alla fine, uno solo. Diceva: “Come siamo stati pazzi! Quando eravamo tutti insieme potevamo fracassarti a testate… Ora invece!…”. E naturalmente fu sgozzato anche lui. Già: se anche tra gli uomini i montoni e i castrati non fossero tanti, dove mai sarebbero i beccai?

Oggi siamo al dunque, ognuno di noi è chiamato a scegliere se essere montoni, castrati oppure altro. Non è più tempo di giocare, l’uso che la classe politica ha fatto del proprio potere è stato devastante, e i singoli mugugni non evitano la macellazione.

Pietro Atzeni

27
Feb
12

L’uccellino e la volpe

L’uccellino e la volpe

Conoscete la storia dell’uccellino che andò a beccare per terra le briciole di pane tra il bue e il carro? Potrà sembrare strano ma, anche da una storiella così in apparenza leggera, si possono trarre degli insegnamenti profondi. Un agricoltore dopo aver portato il suo raccolto al mercato, nella via del rientro vista la giornata afosa, decise di fermarsi sotto un albero e di rifocillarsi. Seduto nel cassone incominciò a mangiare un tozzo di pane. Mentre mangiava, delle briciole caddero per terra, tra il carro e il bue che faceva da traino. Un uccellino si accorse di ciò e infilatosi sotto, saltellando incominciò a beccare quelle briciole. Improvvisamente l’agricoltore fu preso da repentino bisogno fisiologico e frettolosamente scese dal cassone e andò a cercarsi un luogo appartato. Per una ragione misteriosa che ancora non si riesce a spiegare, anche il bue sentì analogo bisogno, e una montagna di escrementi rovinò addosso al povero uccellino, seppellendolo. Una volpe che passava da quelle parti aveva osservato la scena e subito si precipitò sul luogo dell’accaduto.

“Oh, povero uccellino”, disse la volpe mentre girava, annusando, attorno a quella montagna, “dimmi dove sei che ti tiro fuori”. L’uccellino cercò di urlare, ma dalla gola gli uscì un suono strozzato, ma sufficiente alla volpe per individuare dove fosse. Con la zampa lo levò dalla cacca. “Povera creatura”, disse con fare quasi amorevole mentre lo ripuliva, “hai visto che ti ho tirato fuori da lì?”. L’uccellino fece per ringraziare ma non fece a tempo perché la volpe, completata la pulizia, lo divorò in un sol boccone. Questa favola ha una morale: non sempre chi ti mette nella merda vuole il tuo male, così come chi te ne tira fuori non vuole il tuo bene. Tutto questo a beneficio di coloro che ritengono che la prima repubblica ci abbia messo nella merda, sì, e la seconda abbia continuato, ma che il governo tecnico ce ne stia tirando fuori, o almeno ci stia provando! Ogni altro commento è inutile.

 

20
Feb
12

Il cacciatore… cacciato da un cervo

Il cacciatore… cacciato da un cervo

Qualche settimana fa l’amica Carla Sannia mi ha mandato un filmato a dir poco eccezionale. Il filmato riprende un cacciatore preso ripetutamente a ceffoni, ma sarebbe meglio dire a zoccolate, e messo a terra da un cervo. Quale insegnamento possiamo trarne noi da queste immagini? L’insegnamento che possiamo trarne è che anche le creature più pacifiche di questo mondo se messe alle strette possono rappresentare un problema per i loro carnefici, e nel caso presunti tali. Post che dedico alla nostra classe politica, di destra, sinistra o centro, governo tecnico incluso, che sia non fa differenza, che quanto visto possa servire loro come oggetto di riflessione. Buona visione.

29
Dic
11

Maurizio Anichini legge le verità di fango enigma rosso: la vedova Uccheddu

Maurizio Anichini legge le verità di fango enigma rosso: la vedova Uccheddu

ParoleRivelate, rassegna “Incontro con tre autori”, terza e ultima serata dedicata a Pietro Atzeni e al suo romanzo “Le verità di fango. Enigma rosso”. Simpatica e gustosa lettura dell’attore Maurizio Anichini, con duplice interpretazione, del brano relativo alla visita di Luigi Duti alla vedova di Raimondo Uccheddu. Brano in apparenza leggero perché il motivo che porta il giornalista a incontrare la vedova nasconde uno dei vizi più diffusi dell’Italia di questi tempi: i cospicui ammanchi di cassa all’istituto di assistenza e previdenza.

23
Gen
10

Libero mercato e globalizzazione

Libero mercato e globalizzazione

Immaginate una enorme botte, magari a forma di stivale se ciò può farvi piacere, con una botte più piccola a forma di triangolo vicino alla punta, se vi ha fatto piacere pensare allo stivale, e più in là un’altra delle stesse dimensioni di quest’ultima a forma di sandalo. Sopra queste botti è tutto un fermento. Uomini e donne con cisterne di vino disciplinatamente attendono il loro turno. I custodi della botte travasano il vino incessantemente, uno dietro l’altro e mentre una cisterna va via un altra arriva senza tregua. Di tanto in tanto versano un liquido trasparente nella botte. Più in basso una moltitudine attende davanti al rubinetto. Alcuni versano il vino in enormi bidoni e quando il lavoro è completato scappano via col prezioso liquido e lo portano lontano, dove il frutto della lavorazione dell’uva vale di più. A turno vedi uomini di tutte le razze, e non solo la nostra, vedi uomini dagli occhi a mandorla, dalla carnagione chiara, dalla carnagione scura, prendere la loro parte, sono uomini che pur parlando lingue diverse sono uniti dall’amore comune per il vino. Poi c’è ne è altri, e sono i più, ai quali è dato di riempire solo un piccolo bicchiere e infine ci sono i meno fortunati che possono raccogliere solo le gocce che gli altri lasciano per terra…Riepiloghiamo, quindi, sopra versano incessantemente e sotto svuotano in ugual misura, ecco perché la botte non si riempirà mai! Usciamo di metafora se alla parola botte sostituiamo il nome del nostro paese Italia, e alla parola vino sostituiamo la parola danaro, e ancora se i privilegiati li indichiamo come multinazionali o banche, sì banche quelle che sopra versano il vino, e sotto svuotano coi bidoni, abbiamo in una piccola storiella esemplificato la globalizzazione. Senza la globalizzazione e il libero mercato il delirio di onnipotenza di questi signori avrebbe avuto ritardi e pregiudizio nella sua realizzazione. Portando via il danaro portano via anche il lavoro, lo portano via dove lo si vuole e lo si vuole dove rende di più, dove il costo del lavoro è molto basso, e a volte lo impongono in paesi dove non è neppure gradito! Spesso sono i nostri stessi connazionali che producono all’estero sotto mentite spoglie e noi mai e poi mai potremmo arrivare a loro. Aprono l’azienda in Cina e grazie alla globalizzazione portano i prodotti lavorati a basso costo in quel paese in Italia. Nascondono i loro interessi dietro commercianti cinesi, assicurandosi larghi profitti ma non solo hanno così la benedizione del governo del paese dei mandarini per vendere lì, ad esempio, le loro automobili. Come si vede il libero mercato a qualcuno giova, lo rende sempre più prospero, peccato che a soffrirne le conseguenze sia la maggior parte dell’umanità.

Pietro Atzeni

12
Dic
09

Recensione

copertina raccolta poesie "Tra terra e cielo"

Recensione

 

Con grande piacere vi offro la possibilità di prendere visione della bella recensione, firmata da Claudio Cadeddu per la mia raccolta di poesie “Tra terra e cielo”, edizionicinquemarzo 2009 Viareggio, pubblicata sul periodico “I sardi” nel mese di ottobre di questo anno. Chi avesse la curiosità di saperne di più troverà l’articolo a pagina 20 e 21 della rivista. Questo è il link: www.ciemmeesse.it/public/images/188/Sardi_5_2009.pdf

Per quanto riguarda il nuovo romanzo, in attesa che sia finalmente pronto in tutte le sue parti per andare finalmente in stampa, vi posso comunque già preannunciare alcune cose. Il titolo innanzi tutto: “Le verità di fango. Enigma rosso”, edizionicinquemarzo, pagine 250 circa,euro 12,00. E’ un giallo, ma è un giallo particolare, che ha come protagonista la globalizzazione e gli sviluppi criminali ad essa legati, che approfondisce e sviluppa le tematiche già presenti ne “Il mistero delle 99 tavolette d’argilla rossa”.

copertina romanzo "Il mistero delle 99 tavolette d'argilla rossa"

Vi ricordo che un libro può essere un’ottima idea regalo e fa contento chi lo riceve, nel caso decideste di regalare uno dei miei libri è inutile che vi dica che fareste contento anche me.

Pietro Atzeni